Risarcimento del danno non patrimoniale

Il risarcimento danno e la responsabilità civile

Il risarcimento del danno non patrimoniale e la responsabilità civile

Con il presente sito lo studio legale degli avvocati Scatamacchia intende essere di ausilio e fornire consulenza a coloro che hanno subito dei danni e intendono ottenerne il  risarcimento del danno non patrimoniale e patrimoniale.   

MAIL:      fscata@interfree.it

Il principio generale della responsabilità civile e il risarcimento del danno si basa sulle norme e disposizioni del codice civile, in particolare, degli articoli 1218 e 1223 del codice civile (la responsabilità contrattuale), degli artt. 1337 e 1338 del codice civile (la responsabilità precontrattuale), degli articoli dal 2043 (la responsabilità extracontrattuale o aquiliana o da fatto illecito) al 2059 del codice civile (diffuse ipotesi di responsabilità civile e il  risarcimento del danno relativo).

In particolare, l’articolo 2043 del codice civile, infatti, obbliga al risarcimento dei danni chiunque arrechi, con fatto proprio, doloso o colposo, un danno “ingiusto” ad altra persona (parte lesa). Principio del neminem laedere.

La Cassazione si pronuncia, di  conseguenza, ormai costantemente per la personalizzazione dei danni non patrimoniali: il risarcimento del danno non patrimoniale e patrimoniale deve essere integrale, liquidato in ogni componente dei danni accertati. (Corte di Cassazione, sentenza n. 9283/2014).  Infatti, la Suprema Corte, con le sentenze nn. 7766/2016 e 18611/2015, si è pronunciata nel senso che il risarcimento del danno non patrimoniale non può avere come unico riferimento il danno biologico e le conseguenti tabelle, ma va ha ritenuto che anche il danno morale ed esistenziale “meritano una migliore attenzione rispetto al calcolo tabellare dove la personalizzazione è pro quota, mentre deve essere ad personam”.

Recente sentenza della Corte di Cassazione n. 21939/2017, ove si puntualizza cone va liquidato il danno e in base a quali principi. Vedi anche qui.

Novità giurisprudenza.

Sulla personalizzazione del danno si è consolidato nella giurisprudenza di legittimità il principio base  che la personalizzazione del danno, non costituisce mai un automatismo e deve trovare giustificazione “nel positivo accertamento di specifiche condizioni eccezionali ulteriori rispetto a quelle ordinariamente conseguenti alla menomazione”.

Cassazione n. 14364/2019. Sulla personalizzazine del danno non patrimoniale: …… Ne consegue, pertanto, che l’operazione di “personalizzazione” impone “al giudice far emergere e valorizzare, dandone espressamente conto in motivazione in coerenza alle risultanze argomentative e probatorie obiettivamente emerse ad esito del dibattito processuale, specifiche circostanze di fatto, peculiari al caso sottoposto ad esame, che valgano a superare le conseguenze “ordinarie” già previste e compensate dalla liquidazione forfettizzata assicurata dalle previsioni tabellari” (così Cass. Sez. 3, sent. 21 settembre 2017, n. 21939, Rv. 645503-01), e ciò in quanto “le conseguenze dannose da ritenersi normali e indefettibili secondo l'”id quod plerumque accidit” (ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento” (così, nuovamente, Cass. Sez. 3, ord. 7513 del 2018, cit.). Alla stregua di tali premesse, dunque, la “personalizzazione” del danno patrimoniale in misura ancora superiore rispetto a quella (già) disposta dal primo giudice, lungi dal potersi fondare su di una sorta di “automatismo” legato all’entità del postumo di invalidità, avrebbe richiesto l’individuazione di circostanze specifiche “ulteriori” rispetto a quelle “ordinarie”, come detto, non solo “compensate dalla liquidazione forfettizzata assicurata dalle previsioni tabellari”, ma addirittura da una somma (già) maggiorata nella misura del 30%.

Risarcimento danni – la liquidazione equitativa del danno costituisce infatti un rimedio fondato sull’equità c.d. “integrativa” o “suppletiva”: l’equità, cioè, intesa non quale principio che si sostituisce alla norma di diritto nel caso concreto, ma quale principio che completa la norma giuridica. L’equità integrativa costituisce, per l’opinione unanime della dottrina, uno strumento di equo contemperamento degli interessi delle parti, nei casi dubbi. (Cassazione n. 26051/2020)

Danno biologico – Liquidazione della invalidità permanente – Barème e sindacato del giudice

Cass. Civ., sez. III, sentenza 5 maggio 2021, n. 11724 (rel. E. Vincenti)

La quantificazione del danno biologico, quando non deve seguire apposite tabelle imposte per legge, avviene per via equitativa ai sensi dell’art. 1226 c.c.; tuttavia, la scelta del barème in base al quale stimare il grado percentuale di invalidità permanente non può essere lasciata alla mera intuizione del medico-legale, né, a fortiori, può restare tale scelta sottratta al controllo del giudice.
Ne consegue che – a fronte di una specifica contestazione in tal senso – non può ritenersi rispettosa dell’art. 1226 c.c. la sentenza la quale abbia trascurato di accertare se il barème utilizzato dall’ausiliario sia scientificamente condiviso ed aggiornato e se sia stato correttamente applicato.
Sotto quest’ultimo specifico aspetto, va precisato che la violazione di legge potrà essere ravvisabile ove si abbia erronea individuazione della “voce” corrispondente all’invalidità concretamente accertata ovvero applicando un grado di invalidità superiore o inferiore al range che consente una valutazione modulata dell’invalidità stessa, in assenza di specificità del caso concreto che giustificassero tale variazione. Diversamente, l’apprezzamento all’interno di quel range potrà essere suscettibile di sindacato sotto due profili soltanto: a) per motivazione non rispettosa del c.d. “minimo costituzionale”, in violazione del combinato disposto degli artt. 111, settimo comma, Cost. e art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.; b) in ragione del vizio di omesso esame di fatto storico decisivo e discusso tra le parti, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c., là dove, però, tale fatto storico non coincide con la mera omessa considerazione della consulenza tecnica (che è atto del processo), bensì del fatto storico (o dei fatti) che in tale elaborato è (o sono) rappresentato(i).

Risarcimento del danno da lucro cessante – Cassazione Ordinanza 10750/2020:  In tale prospettiva è stato condivisibilmente affermato che, quando, come nella specie, si tratti di danni consistenti nel mancato sorgere di una situazione di vantaggio, gli stessi devono essere risarciti non solo in caso di assoluta certezza, ma anche quando sullabase della proiezione di situazioni già esistenti, sussista la prova, sia pure indiziaria, della utilità patrimoniale che, secondo un rigoroso giudizio di probabilità (e non di mera possibilità), il creditore avrebbe conseguito se l’illecito non fosse stato commesso; e possono, perciò venir esclusi soltanto per quei mancati guadagni che sono meramente ipotetici perchè dipendenti da condizioni incerte (Cass. n. 13469 del 2002 cit.). A tale principio di diritto si atterrà il giudice del rinvio.

Il criterio ex art. 1226 c.c. ha natura suppletiva; vi si può ricorrere solo se l’impossibilità di stima esatta del danno è oggettiva e incolpevole (Cassazione n. 26051/2020)

Casssazione ordinanza n.  7513/2018: la Cassazione nuovamente indica i criteri per la liquidazione del danno non patrimoniale. Decisione esemplare
Cassazione sentenza n. 901/2018: ancora sui criteri di determinazione del danno non patrimoniale.  Il giudice nel liquidare il danno non patrimoniale deve considerare tutti gli aspetti dell’evento dannoso, senza duplicazioni nel risarcimento. Il giudice dovrà valutare sia il danno biologico che il cd. danno alla vita di relazione, analizzando tali conseguenze sul piano probatorio, sia rispetto alla sofferenza interiore, che al peggioramento della vita quotidiana.
Cassazione sent. 12467/2017: danno da lucro cessante, va provato il nesso causale e non in forza di presunzioni.
Cassazione sent. n. 20786/2018: la polizza RCA copre anche i sinistri avvenuti per il dolo del conducente.

Lo studio, pertanto, assiste i danneggiati con le seguenti attività:

  • Consulenza preliminare per verificarese e come ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale e patrimoniale
  • Quantificazione danni
  • Assistenza e richiesta danni alle assicurazioni
  • Redazione atti di citazioni e ricorsi
  • Difesa avanti al Tribunale, Corte di Appello e Corte di Cassazione

I danni e le soluzioni

Errore medico non in tempo di coronavirus (covid - 19)
Assicurazione e danni
Banche e danni
Contratti e danni
Comuni e danni
Vacanza rovinata
Il risarcimento del danno nella sua integralità
Danno non patrimoniale
Danno patrimoniale
Perdita di chance
Calcolo danni
Danno parentale e tanatologico iure successionis
Danno psichico
Danni specifici
Danni per il coniuge separato
Danno differenziale ed infortuni sul lavoro

Siti di interesse

Consiglio Nazionale Forense

Cassa Forense

Ministero della Giustizia

Tribunale di Roma

Aste giudiziarie

                                     MAIL:  fscata@interfree.it

MAIL:  fscata1@gmail.com