Vacanza rovinata

Il danno da vacanza rovinata è inteso come quel pregiudizio, di tipo essenzialmente psicofisico, che il passeggero/turista subisce per l’impossibilità di godere pienamente del bene-vacanza a causa dell’inadempimento del professionista con cui ha contrattato.

Tale tipologia di danno è oggi disciplinata dall’art. 47 del Codice del Turismo.

Il danno da vacanza rovinata ha natura contrattuale, in quanto trova fondamento nell’inadempimento delle obbligazioni assunte dall’agenzia di viaggi e/o dal Tour Operator relativamente ad contratto di viaggio o “pacchetto turistico” stipulato con il consumatore. Il “pacchetto turistico” deve includere almeno due dei seguenti elementi: trasporto, alloggio e servizi turistici non accessori rispetto ai primi.

La tutela prevista dal legislatore prevede che, in caso di inadempimento o inesatta esecuzione della prestazione oggetto del pacchetto turistico, non di scarsa importanza, il turista possa richiedere la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno connesso al tempo di vacanza trascorso inutilmente e all’irripetibilità dell’occasione.

Anche la giurisprudenza di legittimità è costante nel riconoscere tale tipologia di danno solamente nel caso in cui sia conseguenza dell’inadempimento di un contratto di viaggio c.d. “tutto compreso”, escludendolo in caso di altre tipologie di vacanza (come ad esempio il turismo fai-da-te) o di inadempimento di un contratto di trasporto da parte di un vettore aereo.

Anche la giurisprudenza di merito è ormai consolidata sul punto.