La vacanza rovinata - Smarrimento bagaglio -  Ritardo aereo

Perdita bagaglio, smarrimento bagaglio ritardo aereo, vacanza rovinata per inadempimento del tour operator, ritardo volo aereo.

Avvocato  Fabio Scatamacchia
Studio in Roma, Via XX Settembre n. 98/G

tel.: 064819909

fscata@risarcimentodanno.it                                Vai alla prima pagina (Home)

Il danno da vacanza rovinata è inteso come quel pregiudizio, di tipo essenzialmente psicofisico, che il passeggero/turista subisce per l’impossibilità di godere pienamente del bene-vacanza a causa dell’inadempimento del professionista con cui ha contrattato.

Tale tipologia di danno è oggi disciplinata dall’art. 47 del Codice del Turismo.

Il danno da vacanza rovinata ha natura contrattuale, in quanto trova fondamento nell’inadempimento delle obbligazioni assunte dall’agenzia di viaggi e/o dal Tour Operator relativamente ad contratto di viaggio o “pacchetto turistico” stipulato con il consumatore. Il “pacchetto turistico” deve includere almeno due dei seguenti elementi: trasporto, alloggio e servizi turistici non accessori rispetto ai primi.

La tutela prevista dal legislatore prevede che, in caso di inadempimento o inesatta esecuzione della prestazione oggetto del pacchetto turistico, non di scarsa importanza, il turista possa richiedere la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno connesso al tempo di vacanza trascorso inutilmente e all’irripetibilità dell’occasione.

Anche la giurisprudenza di legittimità è costante nel riconoscere tale tipologia di danno solamente nel caso in cui sia conseguenza dell’inadempimento di un contratto di viaggio c.d. “tutto compreso”, escludendolo in caso di altre tipologie di vacanza (come ad esempio il turismo fai-da-te) o di inadempimento di un contratto di trasporto da parte di un vettore aereo.

Anche la giurisprudenza di merito è ormai consolidata sul punto.

 
Danno da ritardo aereo e perdita bagaglio. Sentenza della  Corte di Giustizia Europea del 23.10.2012:  1) Gli articoli 5 e 7 del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento
(CEE) n. 295/91,
devono essere interpretati nel senso che i passeggeri di voli ritardati  hanno diritto ad una compensazione pecuniaria in forza di tale regolamento quando, a causa di siffatti voli, subiscono una perdita di tempo pari o
superiore a tre ore,
vale a dire quando giungono alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario  di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo. Tuttavia, un siffatto ritardo non dà diritto ad una compensazione pecuniaria a favore dei
passeggeri se il vettore aereo è in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze  eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che
sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo.
2) Dall’esame delle questioni pregiudiziali non è emerso alcun elemento idoneo a inficiare la validità degli articoli 5 e 7 del regolamento n. 261/2004.
 
Il danno da vacanza rovinata. Come ottenere il giusto risarcimento
Come abbiamo visto nella home page in presenza di una lesione o danno, il danneggiato può richiedere non solo il danno patrimoniale, ma anche quello non patrimoniale
(nella nuova rivisitazione della corte di cassazione).
Nel caso di danno da "vacanza rovinata" si è  nell'ambito del danno non patrimoniale (naturalmente è possibile anche la concorrenza del danno patrimoniale (perdita di valigie in occasione di viaggio aereo).
Si è dibattuto in giurisprudenza e dottrina sulla natura di tale danno non patrimoniale, se sia di natura extracontrattuale o contrattuale, se sia da qualificarsi come danno morale ovvero esistenziale.
La normativa in materia, l’articolo 14 del D.Lgs. 111/1995 (la legge di attuazione della Direttiva 90/314/CEE) e le recenti pronunce  della Corte di Giustizia Europea,
in particolare la sentenza 13.2.2002 C-168/00, devono fare ritenere che il danno risarcibile per la vacanza rovinata sia di natura contrattuale (inadempimento).
e che sia inquadrabile come danno morale  (è risarcibile anche il danno patrimoniale ove vi sia, ad esempio la perdita del bagaglio, la restituzione o riduzione del prezzo dei biglietti).
La giurisprudenza in Italia si è adeguata a tale inquadramento della questione.
       

La perdita del bagaglio. 
La normativa che garantisce l'indennizzo e il risarcimento da perdita, deterioramento del bagaglio ovvero nel ritardo nella consegna è quella della  Convenzione di Montreal del 1999, del  Regolamento 889/2002/CE, che recepisce in un contesto comunitario quanto definito a livello internazionale.
In particolare l'art. 22 della Convenzione di Motreal prevede un indennizzo di circa euro 1.000,00=, espressi in Diritti Speciali di Prelievo (DPS) pari a  1131 per la perdita del bagaglio.
Per la ritardata consegna il risarcimento viene erogato in forza delle prove (fatture, scontrini) fornite per l'acquisto di beni sostitutivi di quelli tardivamente consegnati.
 

I consigli su come comportarsi se si è stati vittime di ritardi e inadempimenti e come richiedere il risarcimento del danno

 
La prima cosa da fare è, nel corso del viaggio e della vacanza, denunciare agli organizzatori, per iscritto, la situazione verificatasi
(perdita bagagli, problemi di vitto e/o alloggio, ritardi, perdita di giorni di vacanza ecc.). Individuare eventuali testimoni che confermino i fatti, munirsi della documentazione probante dei danni e dei fatti.
Appena rientrati in Italia , contattare il tour operator, la compagnia aerea (in caso di perdita di bagagli evidenziare il fatto subito all'aeroporto in cui non sono stati trovati i bagagli)
ed inviare una raccomandata con cui si richiede il risarcimento dei danni subiti.
In mancanza di risposta e/o accordo non resta che iniziare una causa per tutelare i propri diritti.
Lo studio e l'avvocato restano a disposizione per ogni chiarimento e per la consulenza su uno specifico fatto.

La giurisprudenza 
Corte di Giustizia Europea 13.02.2002 C-168/00 - Il danno da vacanza rovinata come danno morale risarcibile.
La sentenza in esame costituisce il punto di riferimento giurisprudenziale per quanto riguarda il riconoscimento del danno morale. Statuisce, infatti,  la risarcibilità del danno morale da vacanza rovinata accogliendo
il principio secondo il quale il consumatore di servizi turistici ha diritto al risarcimento anche di tale voce di danno derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in esecuzione del contratto turistico.
"L'art. 5 della direttiva del Consiglio 13 giugno 1990, 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», dev'essere interpretato nel senso che il consumatore ha diritto al risarcimento
del danno morale derivante dall'inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio «tutto compreso»".
   Sentenze della Corte di Cassazione in materia di vacanza rovinata, ritardo volo aereo, perdita bagaglio.

   Cassazione n. 25396/2009 e 24044/2009

 Cassazione n. 7256/2012 per il danno non patrimoniale è sufficiente la prova del solo inadempimento da parte dell'operatore turistico: "Se, quando il danno non patrimoniale scaturisce da inadempimento contrattuale, il risarcimento è regolato dalle norme dettate in materia, e quindi, dagli artt. 1218, 1223 e 1225 c.c., e valgono le specifiche regole del settore circa l'onere della prova, come specificate da Sez. Un. 30 ottobre 2001, n. 13533 (Sez. Un. n. 26972 del 2008, p.4.7.). Se, in base al principio affermato in quest'ultima decisione richiamata, il creditore, sia che agisca per l'adempimento, per la risoluzione o per il risarcimento del danno, deve dare la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, mentre può limitarsi ad allegare l'inadempimento della controparte e sarà il debitore convenuto a dover fornire la prova del fatto estintivo del diritto, costituito dall'avvenuto adempimento. Se, nell'ipotesi di inesatto adempimento grava sempre sul debitore l'onere di dimostrare l'avvenuto esatto adempimento.Se il danno-conseguenza deve essere allegato e provato e, per i pregiudizi non patrimoniali attinenti a un bene immateriale, la prova presuntiva è destinata ad assumere particolare rilievo e potrà costituire anche l'unica fonte per la formazione del convincimento del giudice, a condizione che il danneggiato alleghi tutti gli elementi idonei a fornire la serie concatenata di fatti noti che consentano di risalire al fatto ignoto (Sez. Un. n. 26972 del 2008, p.4.10).Ne consegue che, in tema di danno non patrimoniale "da vacanza rovinata", inteso come disagio psicofisico conseguente alla mancata realizzazione in tutto o in parte della vacanza programmata, la raggiunta prova dell'inadempimento esaurisce in sè la prova anche del verificarsi del danno, atteso che gli stati psichici interiori dell'attore, per un verso, non possono formare oggetto di prova diretta e, per altro verso, sono desumibili dalla mancata realizzazione della "finalità turistica" (che qualifica il contratto) e dalla concreta regolamentazione contrattuale delle diverse attività e dei diversi servizi, in ragione della loro essenzialità alla realizzazione dello scopo vacanziero".

Corte di cassazione sentenza n. 1033/2013: Sulla natura del danno da vacanza rovinata:  «Sulla scia del nuovo orientamento, questa stessa sezione ha successivamente affermato (Cass. Sez. III, n. 4053 del 2009) che il danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c. costituisce una categoria ampia, comprensiva non solo del c.d. danno morale soggettivo (e cioè della sofferenza contingente e del turbamento d'animo transeunte, determinati da fatto illecito integrante reato), ma anche di ogni ipotesi in cui si verifichi un'ingiusta lesione di un valore inerente alla persona, costituzionalmente garantito, dalla quale consegua un pregiudizio non suscettibile di valutazione economica, senza soggezione al limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 cod. pen. In definitiva, nel nostro sistema il cosiddetto danno da vacanza rovinata viene ormai ricompreso nell'ipotesi di danno non patrimoniale ulteriore rispetto a quello morale».

Tribunale Milano, sent. 14418/2010: «La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, configurato come danno non patrimoniale, si fonda sul combinato disposto dell'art.2059 c.c. e dell'art.92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza colpa da parte del consumatore, ha diritto, oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all'offerta di una prestazione equivalente da parte del tour operator, al risarcimento di “ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto».

Cassazione 10651/2009: Spetta al cliente il risarcimento del danno nel caso in cui la vacanza sia stata compromessa dalllimpraticabilità del mare per tutta la durata del soggiorno, quando il tour operator non sia stato in grado di fornire servizi alternativi per una prosecuzione della villeggiatura ovvero di rimborsare parzialmente il prezzo del pacchetto, anche se il cliente stesso, nel corso del soggiorno, non si sia mai lamentato con la direzione del villaggio. La fruizione del mare e della spiaggia, anche se non costituisce un servizio turistico in senso stretto, rappresenta il presupposto di utilità del pacchetto e parte essenziale della prestazione turistica.

Cassazione 24044/2009: "Con il secondo motivo la ricorrente denuncia violazione e/o falsa applicazione dell’art. 2059 c.c., dell’art. 185 c.p. nonché omessa o contraddittoria motivazione in ordine a questioni determinanti ai fini della decisione in relazione all’art. 360 n. 3 e 5 c.p.c. Lamenta che, nonostante l’iniziale affermazione che la configurabilità della responsabilità contrattuale della (…) S.r.l. fosse d’ostacolo all’accertamento incidentale di una responsabilità per illecito configurante reato, la Corte territoriale abbia in definitiva riconosciutane la risarcibilità sotto il profilo del danno immateriale in ogni caso di violazione di interessi protetti da normativa costituzionale o comunque primaria e assume che tale pronuncia costituisce errata applicazione delle norme di riferimento. Questa doglianza rimane contraddetta dall’evoluzione dell’interpretazione giurisprudenziale in materia a far data dalla nota pronuncia delle Sezioni Unite (Cass. S.U. n. 26972 del 2008), secondo cui il danno non patrimoniale, quando ricorrano le ipotesi espressamente previste dalla legge, o sia stato leso in modo grave un diritto della persona tutelato dalla Costituzione, è risarcibile sia quando derivi da un fatto illecito, sia quando scaturisca da un inadempimento contrattuale. Sulla scia del nuovo orientamento, questa stessa sezione ha successivamente affermato (Cass. Sez. III, n. 4053 del 2009) che il danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c. costituisce una categoria ampia, comprensiva non solo del c.d. danno morale soggettivo (e cioè della sofferenza contingente e del turbamento d’animo transeunte, determinati da fatto illecito integrante reato), ma anche di ogni ipotesi in cui si verifichi un’ingiusta lesione di un valore inerente alla persona, costituzionalmente garantito, dalla quale consegua un pregiudizio non suscettibile di valutazione economica, senza soggezione al limite derivante dalla riserva di legge correlata all’art. 185 cod. pen. In definitiva, nel nostro sistema il cosiddetto danno da vacanza rovinata viene ormai ricompreso nell’ipotesi di danno non patrimoniale ulteriore rispetto a quello morale.  Queste considerazioni determinano l’infondatezza del secondo motivo nei limiti in cui esso è stato proposto."

Tribunale di Milano, Sentenza 16 dicembre 2010, n. 14418. «La risarcibilità del danno da vacanza rovinata, configurato come danno non patrimoniale, si fonda sul combinato disposto dell'art.2059 c.c. e dell'art.92 comma 2 del Codice del Consumo, secondo il quale il consumatore, in caso di annullamento del pacchetto di viaggio senza colpa da parte del consumatore, ha diritto, oltre alla restituzione della somma o, in alternativa, all'offerta di una prestazione equivalente da parte del tour operator, al risarcimento di “ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto”».

Cassazione 3462/2007: Può essere condannato al risarcimento danni per vacanza rovinata la compagnia di viaggi che non abbia tenuto conto delle previsioni meteorologiche avverse e che non si sia accordata con un'altra società di navigazione (dotata, questa sì, di mezzi in grado di affrontare il mare grosso), che avrebbe consentito il rientro tempestivo sul continente ed evitato così ai viaggiatori una notte all'addiaccio.

Tribunale di Bologna (7 giugno 2007): Il danno da vacanza rovinata consiste in un pregiudizio al benessere psicologico che ogni persona ricerca nell'intraprendere un periodo di vacanza, pregiudizio che si aggiunge ai patimenti direttamente legati all'infortunio subito e che ha impedito all'attrice di conseguire quegli obiettivi di svago e riposo che si era prefissata al momento dell'acquisto del pacchetto turistico" Tale danno, secondo il Tribunale di Bologna si sostanzierebbe nella mancata acquisizione degli effetti di qualità della vita che avrebbe dovuto apportare la vacanza.

Cassazione sent. 19283/2010: «In base tali principi, la società è chiamata,' a rispondere delle conseguenze giuridiche, compreso il risarcimento del danno non patrimoniale, della condotta (commissiva od omissiva) dei propri dipendenti ed ausiliari, che configuri un reato e sia stato commesso nell'esercizio delle incombenze cui essi sono adibiti (artt. 185 cod. pen. artt. 2049 e 2059 cod. civ.).  …..  Sotto un profilo più generale va richiamata l'orientamento di questa Corte, per cui l'organizzatore o venditore di un pacchetto turistico, secondo quanto stabilito nel D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 14 emanato in attuazione della direttiva n. 90/314/CEE ed applicabile ai rapporti sorti anteriormente all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 206 del 2005 (Codice del Consumo), è tenuto a risarcire qualsiasi danno subito dal consumatore, a causa della fruizione del pacchetto turistico, anche quando la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altri prestatori di servizi (esterni all'organizzatore turistico), salvo il diritto della stessa a rivalersi nei confronti di questi ultimi (Cass. 29 febbraio 2008 n. 5531)».

 Cassazione Civile sentenza n. 26958/07, con cui la suprema corte ha stabilito che il turista che non può partire per la vacanza per seri motivi, causa di forza maggiore e/o impossibilità sopravvenuta,  ha diritto al rimborso di quanto pagato.

La cassazione civile , sez. III,  ha pronunciato la sentenza 24.04.2008 n° 10651 con cui ha stabilito che il tour operator risponde dei danni nel caso in cui la spiaggia ove si trova il villaggio turistico non sia praticabile, senza che sia offerta una soluzione alternativa valida (sentenza del giudice di pace, confermata dal tribunale e poi dalla suprema corte).

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE  SEZIONE III CIVILE Sentenza 31 gennaio – 29 febbraio 2008, n. 5531 stabilisce il seguente principio: "La sentenza deve essere cassata, con rinvio ad altro giudice, il quale rivaluterà la fattispecie adeguandosi al seguente principio: nell'ipotesi in cui il consumatore convenga in giudizio l'organizzazione e/o il venditore di un pacchetto turi­stico per il risarcimento del danno subito in occasione della fruizione del pacchetto stesso, il giudice non può respingere la domanda sul presupposto che la responsabilità del lamentato danno debba essere ascritta al vettore del quale i convenuti si sono avvalsi, poi­ché, a norma dell'art. 14 del D.Lgs. 11 marzo 1995, n. 111, emanato in attuazione Direttiva n. 90/314/CEB, l'organizzazione o il venditore del pacchetto turistico che si avvale di altri prestatori di servizi è comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti".  Ipotesi specifica relativa ad un ritardo nella partenza.

Tribunale Roma, sez. IX 26-11-2003 - Il danno per inadempimento del Tour Operator.

L'art. 5 della direttiva del Consiglio 13 giugno 1990, 90/314/CEE, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», deve essere interpretato nel senso che il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall'inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio «tutto compreso»”. -    Il viaggiatore che non abbia potuto godere - anche solo parzialmente - della vacanza rovinata per inadempimento del Tour Operator, ha diritto al risarcimento oltre che delle spese sostenute per l'acquisto del pacchetto, anche del danno non patrimoniale da vacanza rovinata, figura di danno morale eccezionalmente risarcibile, così come ritenuto anche dalla Corte di Giustizia europea.

Tribunale Marsala, sentenza 05.04.2007  - Viaggio tutto compreso – smarrimento bagaglio – responsabilità contrattuale verso il tour operator – sussistenza - responsabilità contrattuale verso il vettore aereo – sussistenza – [d.l.vo 111/1995; art. 1218 c.c.; art. 2059 c.c.] Nell’ipotesi di viaggio “tutto compreso”, laddove siano smarriti i bagagli, i soggetti danneggiati possono agire sia verso il tour operator responsabile dell’organizzazione complessiva della vacanza, che verso il vettore aereo (ovvero altro soggetto addetto al trasporto) per lo smarrimento effettivo dei bagagli e la vacanza rovinata. (Fonte Altalex, massimario).

Tribunale di Torre Annunziata - Sezione Distaccata di Castellammare di Stabia - 29.03.2005 - Giudice dott. Giovanni Caparco  - Tour operato responsabile della perdita dei bagagli.

“Nel contratto concluso con un tour operator per un soggiorno (non usufruito) presso un villaggio turistico, non trova applicazione la normativa di cui agli artt. 82 e seg. del D.L.vo 6/9/05 n.206 (codice del consumo) che regolamentano i servizi turistici e si applicano ai “pacchetti turistici tutto compreso” ma, deve applicarsi la normativa di cui agli artt. 13 e 15 della Convenzione di Bruxelles del 23/4/70 (resa esecutiva in Italia dalla legge 27/12/77 n. 1084) che disciplina, tra l’altro, i contratti di intermediazione di viaggio”. (Giudice di Pace di Roma, 9 aprile 2008)

Danno morale da vacanza rovinata

«E' sicuramente risarcibile il danno morale derivante dal mancato godimento dei clienti per l'annullamento della vacanza e consistente nella delusione per le aspettative tradite da una vacanza serena e nello stress psicologico conseguente al mancato riposo e al mancato godimento della serenità che è lecito aspettarsi da una vacanza; la risarcibilità di detto danno è prevista in applicazione del combinato disposto delle norme di cui all'articolo 2059 del Cc e dall'articolo 13 della Convenzione internazionale relativa al Contratto di Viaggio la quale fa carico all'organizzatore di viaggi di qualunque pregiudizio causato al viaggiatore a motivo dell'inadempimento totale o parziale dei suoi obblighi contrattuali. (Tribunale Milano Sezione 11 Civile, Sentenza del 10 novembre 2003, n. 15471)».

Perdita bagaglio. Nel caso di perdita totale e/o definitivo smarrimento e/o distruzione dei bagagli, a ciascun passeggero spetta un indennizzo massimo di 1.131 DSP (diritto speciale di prelievo). Il DSP è un'unità convenzionale il cui valore, legato alla quotazione dell'oro e indipendente dalle fluttuazioni valutarie, è rilevabile ogni giorno sul Il Sole 24 Ore. Il suo valore corrisponde circa al seguente rapporto: un Euro è uguale a 0,85 DSP. Nel caso di specie, dove i bagagli sono stati rinvenuti solo dopo il rientro dalla vacanza, le conseguenze patrimoniali subite dai due passeggeri sono valutate in tali limiti. (Giudice di Pace di Caserta, Sentenza 11.04.2007)

 Danno da vacanza rovinata, perdita bagaglio, ritardo nella consegna del bagaglio, ritardo volo aereo

Avvocato Fabio Scatamacchia Via XX Settembre n. 98/G - 00187 - Roma,  telefono: 06.4819909

        Indirizzo dove inviare le richieste:           fscata@risarcimentodanno.it

Danno da ritardo aereo e perdita bagaglio           

Note legali
L'avvocato Fabio Scatamacchia non assume alcuna responsabilità per eventuali errori od omissioni di qualsiasi tipo e per qualunque tipo di danno diretto, indiretto o accidentale derivante dalla lettura o dall’impiego delle informazioni pubblicate, o di qualsiasi
forma di contenuto presente nel sito o per l’accesso o l’uso del materiale contenuto in altri siti.
Il titolare avvocato non assume alcuna responsabilità riguardo all'affidabilità del contenuto delle pagine web da cui si può avere accesso tramite il presente sito, nè assume responsabilità per l'eventuale mutamento della giurisprudenza e/o della normativa.
Il contenuto del sito ha solo servizio informativo: pertanto non entra nel merito e non avrà alcuna responsabilità di scelte che potranno essere fatte da chi riceve le informazioni.
AVVERTENZA: i contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali .