Danno da reato

Avvocato  Fabio Scatamacchia
Studio in Roma
fscata@risarcimentodanno.it

 

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Reato e risarcimento del danno

La commissione di un reato e la conseguente condanna comporta il risarcimento del danno in favore della "parte offesa".

I reati da cui deriva l'obbligo del risarcimento del danno sono i più svariati, tanto che darne una specifica e completa elencazione  sarebbe troppo lungo e, forse,

inutile.

Ne diano solo un elenco esemplificativo:

ingiuria, diffamazione, appropriazione indebita, incidente stradale con lesioni, furto, omicidio (doloso o colposo), lesioni personali, violenza privata, molestie,

maltrattamenti in famiglia, mancata assistenza familiare, frode, bancarotta, illecita concorrenza, sequestro, minaccia, violazione di domicilio, danneggiamento,

truffa, usura.

La nostra legislazione consente a chi ha subito un danno due vie per ottenere il risarcimento dei danni.

La costituzione di parte civile nel processo penale contro il trasgressore.

L'azione civile autonoma.

La scelta è riservata alla parte offesa, in quanto il legislatore ha lasciato distinti i due procedimenti: quello penale e quello civile.

Rapporto tra sentenza penale e azione civile.

 

La strada penale

C'è da notare, però, che molto spesso i reati vengono a conoscenza della magistrato penale (procura della repubblica) solo se il danneggiato o persona offesa presenta

la denuncia dei fatti che le hanno cagionato il danno e che hanno rilevanza penale: solo allora il magistrato inizia le indagini.

Nella fase delle indagini chi ha subito il danno (denunciante) non è ancora "parte piena" nel processo penale, può però presentare memorie, fare richieste ed indicare

mezzi di prova al  magistrato che indaga o nella fase dibattimentale(art. 90 cpp).

Solo dopo la richiesta di rinvio a giudizio o il rinvio a giudizio (al dibattimento) la parte offesa può, assistita dal difensore, costituirsi parte civile e divenire, quindi,
effettiva parte processuale, con tutte le garanzie piene della difesa.
La costituzione di parte civile (con richiesta del risarcimento del danno) ha tempi e modalità prescritte dal codice di procedura penale, che vanno rispettate, anche a
pena di decadenza.
Generalmente con la condanna il Giudice penale assegna alla parte civile una somma, cosiddetta provvisionale, che è immediatamente esecutiva, rinviando il
risarcimento totale e finale al giudizio civile da instaurarsi solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza penale.
 
La strada civile

In alternativa alla costituzione di parte civile il danneggiato può iniziare autonomo giudizio civile in cui richiedere i danni subiti a causa del comportamento

dell'autore del reato: i due procedimenti sono slegati l'uno dall'altro, salvo quanto disposto dall'art. 75 del cpp.

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La decisione sulla scelta da fare va valutata caso per caso e non è possibile indicarla senza conoscere i fatti specifici.

Il legale di fiducia potrà sciogliere il dilemma e consigliare al meglio il proprio cliente e assistito.

Collegamenti preferiti
bullet www.giustizia.it (sito Ministero Giustizia)
bullet Norme in rete (ricerca di leggi in rete)
bullet Ministero Finanze

               

   Avvocato Fabio Scatamacchia

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Art. 75 Rapporti tra azione civile e azione penale -1. L`azione civile proposta davanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato. L'esercizio di tale facoltà comporta rinuncia agli atti del giudizio; il giudice penale provvede anche sulle spese del procedimento civile.

2. L`azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penale o è stata iniziata quando non è più ammessa la costituzione di parte civile.

3. Se l`azione è proposta in sede civile nei confronti dell`imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.

 

Art. 90 Diritti e facoltà della persona offesa dal reato -1. La persona offesa dal reato, oltre ad esercitare i diritti e le facoltà ad essa espressamente riconosciuti dalla legge, in ogni stato e grado del procedimento può presentare memorie e, con esclusione del giudizio di cassazione, indicare elementi di prova.

2. La persona offesa minore, interdetta per infermità di mente o inabilitata esercita le facoltà e i diritti a essa attribuiti a mezzo dei soggetti indicati negli artt. 120 e 121 c.p.

3. Qualora la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato, le facoltà e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai prossimi congiunti di essa.

 
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Danno da reato. Risarcimento  -  Sentenze

Cassazione sentenza n. 16113/2009. E' bene precisare che la sentenza  penale che pronunci condanna generica al risarcimento dei danni ha efficacia di giudicato anche per il giudizio civile nell'ipotesi in cui il giudice penale abbia in concreto accertato l'esistenza dei danni e del rapporto causale tra condotta ed evento dannoso: "La sentenza impugnata, attraverso una motivazione congrua e logica e senza incorrere in alcun errore giuridico, risolve tutte le questioni sottopostele. In particolare, essa s'è adeguata al principio secondo cui, in caso di condanna generica al risarcimento dei danni contenuta nella sentenza penale, se il giudice penale non si sia limitato a statuire solo sulla potenzialità dannosa del fatto addebitato al soggetto condannato e sul nesso eziologico in astratto, ma abbia accertato e statuito sull'esistenza in concreto di detto danno e del relativo nesso causale con il comportamento del soggetto danneggiato, valgono sul punto i principi del giudicato (tra le varie, cfr. Cass. 11 gennaio 2001, n. 329). Ne ha dedotto che, nella specie, essendo conseguita come effetto del reato la morte della donna, l'accertamento sul danno e sul nesso causale diretto con il reato è evidente e non può che essere fatto in esito alla valutazione dei fatti emersi in sede penale".